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Asia centrale senza armi atomiche; realizzato il progetto di Karimov

karimov_islomdi Giacomo Dolzani

Il 6 maggio 2014, al quartier generale delle Nazioni Unite di New York, dopo un percorso durato 21 anni, è stato ratificato il documento che sancisce la creazione dell’Area Denuclearizzata dell’Asia Centrale (Canwfz) e che ha ottenuto l’approvazione unanime delle cinque potenze nucleari della Terra (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina); per la costituzione di una simile entità è infatti necessario il parare positivo di questi ultimi, i quali si impegnano a non attaccare o minacciare con armi atomiche gli stati firmatari dell’accordo.
L’iniziativa per la creazione di questa zona è partita dal presidente uzbeko, Islom Karimov, nel 1993, due anni dopo l’indipendenza di Tashkent dall’Urss.
Dopo anni di dominazione sovietica le cinque repubbliche centro-asiatiche (Uzbekistan, Turkmenistan, Kirghizistan, Kazakistan e Tagikistan) sono state utilizzate come deposito per le armi atomiche e, nel caso del Kazakistan, anche come area per eseguire test (nella zona di Semipalatinsk furono fatte esplodere 459 testate nucleari), con le ovvie conseguenze che questa pratica ha avuto, ed ha ancora oggi, sulla salute degli abitanti della regione; dopo oltre due decenni è stata però siglata questa intesa in cui ogni firmatario si impegna a non produrre, acquistare, utilizzare o conservare armi nucleari, neppure per conto di terzi, ed a non svolgere attività di ricerca e sviluppo in questo senso, offrendo inoltre la propria collaborazione nelle operazioni di controllo sul rispetto dei trattati.
Dopo decenni di guerra fredda, durante i quali ha regnato il timore di un conflitto atomico, l’intera regione ha compiuto un grande passo verso quella stabilità necessaria per garantire un suo futuro sviluppo economico che, pur se già iniziato, per poter attrarre investimenti dall’estero ha bisogno di stati che possano dare garanzie di sicurezza.
Alcuni attriti che si erano creati, come la disputa sulla diga di Rogun tra Uzbekistan e Tagikistan, aggiunti alla vicinanza di un paese come l’Afghanistan, oggi caratterizzato da violenze e con intere regioni controllate dagli jihadisti, hanno infatti costituito una minaccia per la pace nella regione e questo contratto di non proliferazione, che impedisce ad ognuno dei paesi interessati non solo di utilizzare armi atomiche, ma anche solamente di minacciarne l’uso, ha posto un notevole freno alla possibilità di escalation di tensione, garantendo anche l’impossibilità che terroristi, islamici e non, possano impossessarsi di ordigni nucleari.
Questa intesa, sostenuta dai principali organismi internazionali come Nazioni Unite, Osce, Aiea ed Oic (Organizzazione della cooperazione islamica), è unica nel suo genere: oltre ad essere la prima zona denuclearizzata nell’emisfero settentrionale del globo confina in gran parte con Russia e Cina, India e Pakistan, tutti paesi dotati di un consistente arsenale atomico; la Canwfz è inoltre la sola ad aver ospitato armi nucleari sul suo territorio e ad aver subito gli effetti dei test eseguiti sotto la dominazione comunista.
Questo accordo, al contrario di quelli stipulati per America Latina, Sud-est asiatico, Oceania ed Africa, obbliga, in aggiunta, tutti gli stati firmatari a stipulare, entro 18 mesi, un’intesa con l’Aiea, la quale effettuerà controlli e redigerà periodicamente resoconti sull’attività dei diversi stati interessati.
Per una regione alla quale, per decenni, è stato impedito di esprimere le proprie potenzialità, e che ora sta guardando verso nuove prospettive di sviluppo e di rilancio della propria economia, il giungere a buon fine di questa iniziativa di pace, ideata da Islom Karimov oltre 20 anni or sono, sarà sicuramente una delle basi su cui poggerà il futuro di queste repubbliche.

da Notizie Geopolitiche

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Articolo Preso dal Blog di Giacomo Dolzani

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